Clandestinamentemente’s Blog

Murmures des murs

Posted on: luglio 9, 2011

Era da un po’ che mancavo sulle pagine telematiche della mia mente clandestina e ritorno non poteva essere progettato in modo migliore se non con una bella recensione teatrale.

Riapre la rassegna estiva, vanto di Augusta Taurinorum, di Teatro a Corte.

Spettacoli teatrali di origine europea che trovano come scenografia naturale le più belle dimore Sabaude e non solo, anche luoghi e teatri di recente ristrutturazione, recuperi artistici e architettonici di grande valore.

Giovedì 07 Luglio inizia la rassegna e con un susseguirsi di eventi e trasporti di pubblico con la navetta tra una reggia e l’altra non c’è che da sbizzarrirsi.

Eventi per tutti i gusti, che esulano dal mero concetto classico di teatro per concedersi sperimentazioni di forma ed espressione.

Ieri sera il primo dei due spettacoli in previsione per i miei occhi e clandestini.

Murmures des murs, di Victoria Thierree-Chaplin e Aurelia Thierree.

Aurelia calca il palcoscenico dalla tenera età di tre anni, e nonostante i suoi 41 attuali dimostra una forza e una giovinezza nei movimenti senza pari.

Murmures des murs si presenta come un mondo onirico, ai confini dell’incubo a volte, dove pazzia e sogno di mescolano in un susseguirsi di animali solo immaginati eppure visti e vissuti e porte che si aprono per aprire il passaggio a nuovi mondi e nuove dimensioni.

La musica continua e costante tiene viva l’attenzione dello spettatore che si gode divertito le performance acrobatiche che Aurelia, accompagnata in scena da Jaime Martinez e Antonin Maurel, non risparmia. Piccoli giochi di prestidigiazione, piuttosto che burattini a cui ha dato vera dignità umana e balli ai confini della seduzione. Spledido il tango sospeso sul tavolo e il balletto fatto sulle punte indossando ai piedi delle tazzine da caffè.

Acrobatica, poesia, arte circense e l’uso di burattini dunque si fondano in uno spettacolo che prende vita da una scenografia particolarmente mobile, in grado di ricreare luohi e suggestioni e a dare vita a continue evoluzioni di personaggi e storie e costumi.

La bellezza del teatro è quella di rendere anche gli occhi dello spettatore più anziano simili a quelli di un bambino: sgranati, sorridenti, curiosi. Una pioggia di “ma come ha fatto a fare quella cosa lì?” accompagnava i nostri passi verso l’uscita.

Gli applausi finali a scena aperta sono stati copiosi e meritatissimi per questo nuovo spettacolo che ha avuto la sua prima presentazione mondale proprio ieri sera nella nea ristrutturazione del Teatro Astra.

Teatro a corte rimane una garanzia nella qualità degli eventi che propone e guardandomi attorno sono rimasta anche orgogliosa di noi pubblico, variegato quanto non mai ed educato e curioso, unito da una sana curiosità culturale e intellettuale.

Bello riuscire a stupirsi dell’arte che ci circonda e di come non si sia soli a tuffarsi in un mondo di percezioni visiva che trova espressione negli occhi di chi lo osserva.

 

 

 

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