Clandestinamentemente’s Blog

Figli di un Dio minore

Posted on: dicembre 9, 2012

Capita di rivedersi dopo tanto tempo. Dopo un iniziale “ma ciao, come stai? oh ma ti trovo proprio bene” inizia il vero dialogo, quello che unisce due anime amiche che tali rimangono anche se sono state separate da un po’ di mesi di silenzio.

Ci si racconta le vicissitudini degli ultimi mesi e di certo mi capita di accorgermi di una vena malinconica nello sguardo della mia amica e poi una parola…crisi.

La crisi tocca tutti, quella economica, quella sociale, quella dei rapporti umani.

“Ci raggiungono degli amici per una pizza qui a casa, ti spiace?”

“Ma figurati, sono solo contenta di conoscere gente nuova.”

Ed ecco che arrivano cinque ragazzi, tutti in stile un po’ grunge, come piace a me. Bastano poche battute per capire che sono tutti simpatici e semplici, piccoli gesti di gentilezza che denotano attenzione e molta educazione.

Un po’ di timidezza iniziale, il silenzio era un po’ troppo statico, e un po’ di chiacchere convenzionali per iniziare a conoscersi. Si inizia con la domanda classica “che lavoro fai?”

“io sono un lavoratore stagionale, ho una gelateria su un isolotto greco, sto lì da maggio a ottobre circa, lavorando un sacco e dormendo pochissimo, d’inverno torno a Torino e cerco dei lavoretti, fino a due anni fa li trovavo anche, ora è decisamente più diffcile.”

“io sono un camionista, viaggio spesso e sto via per giorni interi, la cabina del mio camion è casa mia, sono stato in un sacco di posti, ma ho visto solo la zona industriale, ogni tanto carico qualche amico che viaggia con me, per avere anche un po’ di compagnia, certo non è un lavoro facile, ti deve piacere per riuscire a reggerlo”

“io lavoro in un CAF, ci sono delle ragazze che lavorano in nero da noi, che in un centro di assistenza fiscale è un vero scandalo, ma è sempre meglio di fare volontariato e basta se hai una famiglia da mantenere”

“io ho lavorato in Grecia, ad Atene, per un centro di assistenza App della Apple. Ha chiuso da un anno, fichè son riuscito sono rimasto in Grecia, poi la crisi economica era davvero insostenibile e sono tornato in Italia. Ora sono da mia zia, perchè non ho più i miei. Spero di riuscire ad andarmene di nuovo dall’Italia.”

“io lavoro fino al 31 dicembre in una cooperativa che offre assistenza agli anziani soli. Ci hanno già dato la lettera di licenziamento per fine anno. Spero di riuscire a rendere la mia capacità di aiutare il prossimo una risorsa, magari insegnando tecniche di meditazione. Solitamente quando arrivi ad avere bisogno di fare meditazione per ascoltare il tuo corpo è perchè sei preso davvero male, ma se impari a farlo nel modo giusto e a cogliere i messaggi che il tuo corpo ti sta dando e impari a lavorarci su puoi affrontare tutto con una nuova energia. Questo licenziamento annunciato lo sto vivendo bene, come una nuova possibilità.”

Arrivano le pizze e si lasciano da parte le chiacchere convenzionali che hanno permesso di avere un quadro iniziale dei commensali e poi si chiacchera, del più e del meno fino a tarda notte.

Compagni di scuola superiore, che la vita ha allontanato e riavvicinato, in un tira e molla che li ha resi sempre più uniti da esperienze condivise e raccontate. Ciò che contraddistingue il grupo di amici è la capacità si esserci, l’uno per l’altro, con una semplicità che diventa a tratti disarmante.

Si ride, si scherza, ci si prende in giro e anche chi si è conosciuto solo da poche ore diventa un nuovo contatto di vita.

Si ascolta musica e ci si racconta film, il tutto giocando con un micio di pochi mesi che mordicchia, corre e va ora in braccio ad uno, ora in braccio all’altro.

Si fanno le tre del mattino in un attimo e a fine serata ci si abbraccia e ci si sorride sperando di rivedersi presto, magari in una prossima serata in amicizia, come questa.

Stamani mi sveglio e penso a quei  cinque ragazzi e alla mia amica che la vita ha segnato.

Quarantenni di oggi, di una società che non offre garanzie dal lato economico e sociale ma che hanno la ricchezza di un sentimento che non si può comprare, che si regala e si riceve in cambio in maniera gratuita e disinteressata.

Figli di un Dio minore e di una società europea sempre più allo sbando. Tutti avevano una bella luce negli occhi e dei sorrisi timidi e sinceri.

Mi piace pensare che si possa uscire da questa “crisi” grazie alla bellezza d’animo di individui del genere. Se ci dovessimo riuscire, il mondo sarà un posto migliore per forza.

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5 Risposte to "Figli di un Dio minore"

Leggendo il tuo racconto mi rendo sempre più conto che la situazione in Italia è veramente grave; malgrado tutto ho ancora fiducia nei giovani e nelle persone come quelle da te descritte con un animo sincero ed onesto che possono fare la differenza.

Nell’attesa che le cose cambino ti faccio i miei auguri di buon Natale e di un 2013 all’insegna del cambiamento.

Spero anche iio vivamente che si esca molto presto da questa crisi. Senza arte ne parte, come tutte le persone a quasii un mese dalle nuove elezioni non so ancora chi voterò. Ho veramente paura che stavolta basta l’ennesima scelta errata per farci cadere nel baratro senza ritorno.

Ormai è da tanto tempo che non scrivi più ed è un vero paccato.
Un saluto e tanti auguri di buona Pasqua.

Grazie per gli auguri…ricambio di cuore.
Tornerò…è una promessa. Un abbraccio Mr. Loto

… ti aspetto! 🙂

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