Clandestinamentemente’s Blog

Archive for giugno 2013

Le stazioni sono sempre state una croce e delizia.
Vivo da un anno e più una splendida storia d’amore a distanza e periodicamente mi allontano e mi avvicino alla stazione con un umore che va alle stelle e il suo esatto opposto.
È emozionante notare come mi sudano ancora le mani quando so che dopo pochi attimi i miei occhi incroceranno i suoi. La gioia che provo non riesco mai a tramutarla in parole. Mi si fermano in gola e mi limito a guardarlo innamorata, anche se in quel momento lui mi sta dando la schiena.
Apprezzo ogni singolo momento passato in sua compagnia e cerco di immagazzinare nella mia mente ogni particolare che mi sta attorno, per trasformare il momento in ricordo.
Essere a Bologna è per me un po come essere in vacanza.
Il cielo è azzurro come quando sei al mare e le ragazze sono belle e scosciate (pure un po’ troppo… C’è da essere gelose).
La tigella mangiata al parco con il sottofondo musicale e la birra speziatissima in accompagnamento al calar del sole era estivissima. Così come le gonne coloratissime delle ragazze e la pelle abbronzata dei ragazzi.
Io jeans lunghi e pelle tintarella di luna mi sentivo un po pesciolino fuor d’acqua…e quei kiletti in più anche un po a disagio. È che vorrei essere sempre bella x lui..e più mi impegno più come per magia mi spuntano improponibili brufoli nei posti più impensati ma visibilissimi. Ogni sforzo viene vanificato così…da un epidermide capricciosa.
E capricciosa lo divento anche io dopo che trascorse le mie 26 ore di amore mi ritrovo in stazione, pronta fisicamente ma non moralmente a partire.
Lo sguardo languido tradisce una lacrima per occhio. I pensieri sono nitidi e lucidi, ma come al solito soffocano in gola facendo uscire solo un “ti voglio bene” e cercando via di fuga e sfogo in un abbraccio.
Inizia un nuovo count down. Arrivare a Porta Susa ora non sarà nè bello nè piacevole. Lo diventerà però quando un altro treno mi riporterà il mio amore vicino.

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Anni fa, mi ricordo, andai in un cinema d’essay e vidi un film che si intitolava “Ognuno cerca il suo gatto”.

Parlava di una ragazza che da una soffitta parigina perdeva il suo micio, e girovagando per le vie del suo quartiere, incontrava una moltitudine di persone. Persone disposte ad aiutarla nella sua ricerca, a cercare con lei o semplicemente pronte a rivolgerle qualche parola d conforto e coraggio.

Una perfetta similitudine che raccontava in realtà il percorso di crescita di una persona, con altre che le gravitavano attorno per darle piccoli insegnamenti di vita.

Venerdì notte ho perso il mio gatto.

E’ caduto dal balcone e poi spaventato è scappato via, nascondendosi.

Sono stati giorni molto dolorosi, dove lo sconforto più totale si è impadronito di me, dandomi spazio per un solo pensiero: ritrovare Spritz.

Ho versato lacrime di disperazione, non riuscivo neanche a parlare e mostravo piangendo il volantino con la sua foto e i riferimenti telefonici miei e di mio padre.

Ho visto piangere i miei genitori, li ho visti sentirsi in colpa e responsabili di un gesto a loro avviso di disattenzione, mentre di semplice e fatale tragedia si trattava.

Parole come tragedia per la perdita di un gatto, per alcuni di voi che avranno voglia di leggermi, potranno sembrare esagerate. Ma per noi no. Avevamo la morte nel cuore.

Consigli di una carissima amica sono stati realizzati alla lettera e inspiegabilmente, un tam tam di aiuto e consigli si sono alzati come una marea marina, fino a sommergermi e tenermi a galla.

Notti insonni, ore di cammino sotto il sole, su e giù per il parco cittadino, con le persone che mi guardavano affacciate ai balconi come se fossi pazza.

Lo ero, ero pazza e assolutamente fuori di me e lucida al tempo stesso, dandomi comandi e ordini che eseguivo come un soldatino. Non importava se mi sentivo stanca, o sfiduciata. Il desiderio di rivedere Spritz era più forte di qualsiasi cosa.

Tutti gli eventi da quel venerdì notte in poi, si sono sfogati in una tempesta perfetta. Confusione e disperazione seguita da sprazzi di sereno e infine l’arcobaleno.

Devo ringraziare tutti, dal primo all’ultimo.

Devo ringraziare Elisa, che mi ha sostenuto in modo quasi militaresco con i suoi consigli, Albert che mi ha sostenuta moralmente e mi ha aiutato a non abbattermi, mamma e papà per aver cercato con me, il tam tam su facebook, i vicini di casa tutti affacciati sui balconi, Irene che ha accolto il mio appello ed è venuta a farsi un giro al parco a cercare il micio con me, la Signora Maria che si è messa a cercare anche lei Spritz senza neanche che glielo chiedessi.

Quando ieri sera un Signore dal balcone mi ha indicato sotto quale macchina aveva visto Spritz e un altro Signore con un bassotto al guizaglio mi ha aiutato a metterlo nel trasportino, tutti quelli affacciati sui balconi hanno iniziato ad applaudire per il lieto epilogo.

Tremavo dall’emozione e dalla gioia, tremavo per l’amore totale che provo per il mio micino dolce, tremavo per la paura passata.

Cercando il mio gatto ho trovato solo persone disposte ad aiutarmi e una serie di eventi favorevoli mi hanno aiutato ad abbracciare ancora il mio piccolo e a farlo addormentare in braccio a me con il pancino in aria pronto a prendersi tutte le carezze del mondo.

Cercando il mio gatto ho capito di essere una persona ostinata e fortunata, sensibile e determinata.

Cercando il mio gatto mi sono interrogata su significato della parola amore e ho capito che amo in modo totale, il mio piccolo animale, la mia famiglia, il mio compagno, i miei amici tutti.

Ho ricevuto amore da tutti voi, e ne sono non solo felice, ma anche onorata.

010

 

Facciamo finta che ci sia già estate avanzata e questo sole caldo e alonato non sia ancora così tiepido, ma già bello caldo, bollente.

Facciamo finta che ombrelloni colorati ci facciano ombra, ma non per proteggere la nostra pelle dalle scottaure, non abbiamo bisogno di abbronzarci, perchè facciamo finta che la nostra pelle sia già bella scura, diciamo ebano.

Facciamo finta che non faccia caldo, perchè il mare e la brezza marina ci aiutano e ci rilassano a tal punto da poter dormire sonni tranquilli.

Facciamo finta che il desiderio di un gelato possa divenire realtà senza sensi di colpa, perchè i nostri fisici sono scultorei e i nostri muscoli scattanti.

Facciamo finta che, se proprio vogliamo avere una preoccupazione, sia in quale ristorante andare a mangiare la sera, se quello romantico con i tavolini sulla sabbia o quello freak and chic.

Facciamo finta che alzando gli occhi il mio sguardo incroci il suo.

Facciamo finta che mi sorrida, e il mio cuore inizi a ballare la rumba, il cha cha cha e il tango simultaneamente.

Facciamo finta che questo stupendo quadro si concluda con un bacio e una carezza, trasformando il mio intero universo in un solo istante.

Facciamo finta che tutto l’amore che sono in grado di donare mi torni indietro sommergendomi totalmente, interamente, riempiendomi fino a farmi scoppiare in un pianto che di triste non ha nulla, ma solo gioia.

Facciamo finta che il mondo sia diverso.

Chiudo gli occhi, inizio a sognare.


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