Clandestinamentemente’s Blog

Archive for the ‘love and peace’ Category

Alcune domeniche ci si sveglia con la netta predisposizione al viaggio, mentale o fisico che sia ha ben poca importanza.

Sei nel tuo lettone, con accanto un cuscino triturato da abbracci notturni e appena apri gli occhi noti una splendida giornata di sole fuori dalla tua finestra.

Come per magia senti quasi il profumo della salsedine, e altro che magia non può essere siccome sei nella periferia torinese.

Ah no, era l’air wick freschezza marina.

Beh ma se voglia di mare è, allora non resta altro, non potendolo ancora vedere o annusare, che cercare di organizzare le vacanze estive.

Certo qualche mese ancora manca, ma ci sono sempre i week end e la riviera romagnola abbiamo già sperimentato l’anno scorso che non è poi impossibile da raggiungere per un paio di giorni di antipasto vacanziero.

Computer in grembo e, una pagina aperta sulla cartina dell’Emilia Romagna e una sul sito di prenotazioni alberghiere, cerco quindi una soluzione a portata di sogni ad occhi aperti.

Ho voglia del canto delle cicale, del verso dei gabbiani e del rumore delle onde.

Ho voglia di passeggiate con i piedi a mollo sul lungomare, tenendo per mano il mio bello.

Ho voglia di sole sulla pelle, di vederla trasformarsi da bianco cera a bronzo.

Non escludo stamane di fare anche un defilè con i costumi in bagno, per valutare anche dove occorra porre rimedio più in fretta per essere in forma smagliante.

Al mare anche se non ti trucchi e non ti pettini sei bella lo stesso. Il naso rosso ti fa compagnia anche se non ti travesti da clown e le infradito diventano un degno sostituto della scarpa antinfortunistica che devi indossare ogni giorno dell’anno quando non sei in vacanza. Puoi persino permetterti lo smalto alle unghie dei piedi, vezzo femminile che ti fa andare orgogliosa persino del tuo piede numero 39, che proprio uguale a quello di Cenerentola non è.

Al mare puoi indossare quelle camicette estive coloratissime e indianissime e l’unico dilemma da affrontare è su quale spiaggia andare a sdraiarti e quale libro portarsi da leggere tra un sonnellino e una passaggiata e l’altra.

Al mare l’autostima cresce, perchè pensi sempre di non essere abbastanza bella, ma poi vedi cellulite di terzo e quarto grado che passeggia liberamente e allora pensi che invece sei bellissima, perchè la tua è solo di secondo grado.

Al mare puoi baciarti sentendo il sapore di sale e anche se non vuoi mentalmente di ritrovi a canticchiare la canzone di Paoli, al mare puoi guardare i tatuaggi degli altri e fare le sculture con la sabbia e fermarti a raccogliere conchiglie che poi cercherai di trasformare in ornamento per la tua casetta periferica della pianura padana.

Al mare le passeggiate serali vicino alle bancarelle sono belle anche se le bancarelle manco le guardi.

Chiudo gli occhi per un momento e sono come teletrasportata a un anno fa, quando una passeggiata per la via del paese a un certo punto si trasforma in una passeggiata in riva al mare di notte. Lui mi trascina tenendomi per mano e poi ci fermiamo a vedere le stelle sedendoci abusivamente su uno di quei lettini riposti ordinatamente per la notte in spiaggia. Il bacio che ci siamo scambiati non aveva il sapore del sale, ma ha seguito il ritmo del mio cuore che betteva all’impazzata. Quel bacio era come un rock e mi ha morso col suo swing, come avrebbe detto Celentano.

Mancano le serate passate seduti sulla sedia sul balcone a sentire i suoni delle giostre e le note portate dal vento. Manca guardare le luci sul mare e accorgersi che di notte, illuminate, le barche dei pescatori hanno un fascino tutto loro. Mancano persino le canzoncine stupide estive che divetano veri e propri tormentoni per il gioco aperitivo, dove persino il “giochiamo a chi sputa più lungo il cubetto di ghiaccio” diventa momento di aggregazione sulle spiagge organizzate. Mancano i rami di legno con i pareo intrecciati trasformati in capannine.

Mentre penso a tutto questo mi accorgo di essere ancora in pigiama, in relax totale per casa, spettinata e struccata e penso allora al palliativo che posso utilizzare per portarmi la sensazione di vacanza a spasso per Torino oggi. Alzo gli occhi e vedo la camicetta comprata dal Senegalese in spiaggia e la gonnellina di lino.

Oggi indosserò quegli abiti e le infradito verdi. Spero solo passeggiando di non pestare la cacca di qualche cane sul marciapiede che mi riporti alla realtà torinese.

2012-08-23 18.18.52

Clandestinamentemente’s Blog nasce come un luogo in cui, protetti dall’anonimato, si possono esprimere liberamente idee, opinioni e rilasciare commenti, segni graditissimi di un vostro passaggio su queste pagine telematiche, e tutto senza esclusioni è sempre stato pubbicato, perchè in un paese di leggi bavaglio, questo spazio è e deve rimanere libero.

Ormai diverse categorie caratterizzano queste pagine, ne aggiungo oggi una: “cartoline”, che non sarà scritta dalla mia mente clandestina ma da un nuovo e prezioso amico che ha deciso di condividere con me questo spazio, regalando a me e a tutti voi che vorrete leggerli, i suoi pensieri.

Capita spesso di ritrovarsi in un luogo, guardare un orizzonte e pensare a una persona. Non importa che quel luogo sia per noi nuovo o la strada di casa mille volte ormai percorsa. Si respira, a volte, un’aria nuova, improvvisa, che ci colpisce pensieri e sensazioni costringendoci a volgere loro le nostre attenzioni. Spesso e volentieri io in questi casi chiudo gli occhi, ad immaginare una macchina fotografica che scatta un’istantanea che non lascerà mai più i miei ricordi visivi.

E’ forse proprio un po’ questo il senso delle cartoline, immagini rievocative di luoghi vissuti e sapori gustati, odori impressi nei nostri sensi e pensieri dedicati a persone in quel momento lontane.

E sono cartoline scritte in corsivo quelle che Calvin Hobbes pubblicherà su queste pagine, in modo da rendere anche graficamente evidente il suo stile differente da quello che ha finora scritto su questo spazio, ma che sono sicura che lo arricchirà di sensazioni ed emozioni che decidere di condividere con altri e sempre e solo semplicemente bello.

Imparerete a conoscere una bella persona, motociclista dal cuore tenero, capace di ricordare epoche non vissute direttamente ma riadattate alla sua epoca attraverso le parole dei suoi cari.

Vi è mai capitato di riuscire a immaginare perfettamente una scena di un racconto che un vostro caro, magari vostro nonno, vi ha regalato? A me è successo proprio grazie a lui.

Calvin Hobbes ha la capacità di rendere immagini le parole che ora, da questo spazio, partiranno dirette a voi.

Alzi la mano chi mi ha dato retta quando parlavo della mia aridità cardiaca!
Davvero è possibile un mondo dove esistono gli asintomatici sentimentali?
Oppure è solo una maschera che a volte si sceglie di indossare per cercare di risparmiarsi un po’ di delusioni?
Dunque, percorso di autonalisi, quindi poco interessante per i più, chi da qui in poi decide di procedere nella lettura è non solo ficcanaso, ma anche squisitamente curioso di conoscermi meglio.
Io credo nell’amore, di questo ne sono assolutamente certa, e ho avuto la grande fortuna di conoscerlo, a diversi livelli.
Sono cresciuta in una famiglia in cui il rimanere uniti e l’aiutarsi in modo disinteressato era non una regola, ma il normale modo di relazionarsi gli uni agli altri.
Mi sono sempre affezionata a chiunque abbia conosciuto nella mia vita con una velocità a volte soprendente persino per me stessa. Da perfetti sconosciuti sono subito tutti amici, e di conseguenza ci si confida, si ascolta, ci si racconta e ci si aiuta reciprocamente in quel percorso in salita che porta alla cima montana della nostra esistenza, pronti a ben piantare quella banderuola che sventolerà al vento dei nostri pensieri, quando sudati, stanchi e affaticati ci volteremo a guardare a valle e potremo rimirare i volti di tutti coloro che hanno dato un contributo al nostro cammino.
Mi è stato insegnato l’amore incondizionato da Morgan, esempio canino di amore puro. Talmente puro e disinteressato da non poter essere trattenuto da me soltanto, ma suddiviso con i miei familiari e a mia volta regalato a Spritz.
Ho sognato anche io il principe azzurro, ma il mio montava su un motorino nero e il suo regno era il nord est italiano. Ho sognato con lui un amore romantico, vissuto in giovane età con tutto ciò che ne consegue: la scoperta di un sentimento, della passione amorosa, la gioia dell’essere chiesta in sposa, la malinconia nel sentire il suo amore svanire, la triste consapevolezza di dover lasciar andar via una persona amandola moltissimo, forse più di me stessa e il dolore atroce nel ritrovarsi soli.
Ed è allora forse che uno si dice che è meglio l’apatia e l’aridità cardiaca piuttosto della sofferenza e della delusione. Risulta a volte molto più rassicurante, e la moltitudine di indifferenza nel quale il nostro sporco mondo ci ha pian piano abituato aiuta molto nell’intraprendere questo percorso.
Tutti pronti a pensare soltanto a se stessi, tutti troppo impegnati nel proprio microuniverso per poter conservare ancora quella capacità dello stare assieme con cortesia e rispetto, senza secondi fini sessuali o no.
A un certo punto credi di essere anche tu così e ti proteggi in un guscio fatto di poche scosse emotive, e conseguenti pochi picchi in cui potersi librare in aria, ma anche pochi precipizi in cui si rischia di scivolare e farsi nuovamente male.
Ed ecco trsformarsi nella regina delle nevi, ma solo in campo amoroso, perchè la dove c’è arte, la dove c’è il gusto dell’amicizia e dello stare assieme, allora in quel caso ci si trasforma nuovamente in un clown, quello che diverte e fa ridere tutti, facendo ridere di sè e con sè.
E poi cosa succede?
Succede che non c’è buon attore capace di reggere in eterno. Anche Sean Connery a un certo punto ha dovuto abbandonare i panni di James Bond.
E così, come un fulmine a ciel sereno ti accorgi che sei ancora capace di amare.
Il punto non è che non lo sai fare, ma che non puoi! Per una serie di ragioni, e tutte validissime.
Ti abbandoni si al sentimento, ma è un miele tutto tuo, non condiviso, forse solo accennato, raccontato, ma gustato sempre e solo da te. Un miele agrodolce, in cui ti trovi invischiata totalmente e non vuoi ne puoi pulirti.
Impari a gestire così un vecchio sentimento con una nuova veste, tanto da abituarti a una nuova idea, quella che sia nobile e non solo romantico vivere una storia in questo modo.
Nascono i dubbi, i pensieri, e cresce anche il desiderio, perchè, confessiamocelo pure, siamo anche di carne e istinto animale oltre che di osse e anima. Ne consegue una presa di coscienza che ti fa fare a pugni in faccia con l’impossibiità di vivere realmente un amore platonico e che ti rende triste, sentimentalmente orgogliosa, ma emotivamente triste.
L’aridità cardiaca nasce dalla convinzione che ciò ormai è il tuo destino, e quando ti capita di conoscere una nuova persona, sentirtene affascinata tanto da pardere l’uso della parola in sua compagnia, non ci provi neanche a metterti in gioco, perchè già pregusti il sapore della porta in faccia accompagnata da un sonoro “NO GRAZIE”.
Meglio puntare all’amicizia, godere della compagnia e delle risate reciproche che gustare il sapore del suo nuovo miele, per poi rendersi conto che se ne è ormai dipendenti e dover assaporarne il gusto nella solitudine di un amore univoco e platonico.

Tag:

Ed eccoci qui.
Dopo tanto tempo ad aspettare e tanti progetti a ruotare di conseguenza sono qui.
Mi hanno detto che racconto troppo della mia vita, e in effetti credo che importi ben a poche persone, ma questo è il mio spazio, e decido io cosa scriverci e cosa no. Agli altri spetta semplicemente la decisione se leggere e perdere qualche minuto della propria vita non telematica su uno spazio telematico o meno.
L’allegro chirurgo ha fatto il suo lavoro, e ora io un po’ meno allegramente mi sto drogando pesantemente a Toradol per poter sopportare il dolore di questa ferita.
Cordialmente auguro a chiunque mi abbia detto che era un’operazione stupida e di poco conto almeno 10 di queste operazioni stupide e di poco conto.
E poi vediamo come ci si sta nei panni degli altri.
Ho un bel collare Minerva da tenere notte e giorno con conseguenti dolori muscolo scheletrici e la sensazione di essere trafitta da un pugnale tra il collo e la scapola destra. Quando mi guardo allo specchio mi sussurro “quoque tu, Brutus, fili mii”.
Non posso fare nulla in autonomia, nemmeno lavarmi o vestirmi, però sono qui a scrivere sul blog…eh, brutta cosa la dipendenza!
L’umore conseguente a queste vicende un po’ romanzate non è dei più alti, e il troppo tempo a mia disposizione non potendo fare nulla che mi possa distrarre a dovere rischia di far fondere le famose ruotine dei criceti che abitano la mia testa.
E così mi interrogo.
Scelgo un argomento a piacere: i rapporti interpersonali.
E’ vero come si dice sempre che l’amico vero lo riconosci nel momento del bisogno?
In parte si, anche se io in effetti non ho “la necessità” o “il bisogno” di un amico al mio fianco, fa sicuramente molto piacere accorgersi di quante persone siano preoccupate per te e si interessino a te, nel mio momento di fragilità ho riconosciuto i miei affetti ed ho avuto solo grandi conferme.
Sarò anche sfortunata in amore ma nell’amicizia ho una fortuna davvero sfacciata.
Sarà forse perchè anche io a mia volta non mi risparmio con il mio prossimo, sarà perchè amo stare con spontaneità e allegria con le persone e questo è un po’ come un boomerang, prima o poi, anche se poi, torna indietro.
Fortunatamente ne ho avuto al riprova in questa occasione, un’operazione di non grande interesse medico, ma debilitante fisicamente, in cui amici, alcuni storici e di vecchissima data e altri di recentissima unione si sono interessati a me.
Non nego anche una sottile malinconia nel non aver riconosciuto gesti leggermente più romantici da parte di chi sta frullando nei miei pensieri di giovane donna, ma d’altrone l’ho scritto anche prima, in amicizia vado forte, nell’amore un po’ meno.
E’ con questo spirito un po’ polemico e un po’ ironico che ho voluto scrivere questo post, sicuro che chi vorrà coglierlo lo coglierà, e chi sarà troppo indaffarato nel suo micromondo per potersi occupare di quello di qualcun’altro, impegnato nella sua personale lotta sociale a chi sta peggio, posso solo suggerire di non perdere tempo tra i miei pensieri, sicura che ne troverà molti altri ben più stimolanti con cui interagire.

Love and Peace

La mente clandestina

Devo cercare di fare uno sforzo spazio temporale. Ho mancato di puntualità e quindi devo riportare oggi non una ma ben due recenzioni musicali.
Saltiamo a giovedì 9 Settembre, e mascheriamoci da PDdini. Rechiamoci a quel punto ai bastioni degli angeli dei giardini reali (chi non li conosce e non è mai stato a Torino cosa sta aspettando????).
Mi scoccia doverlo ammettere, ma la festa del PD è anche ben organizzata.
Abituata ai quattro stand in croce al parco ruffini, appuntamento immancabile per una braciolata in compagnia di amici, questa apoteosi di stand che variano dai prodotti tipici piemontesi al ristorante brasiliano lascia di stucco noi elettori non votanti in attesa di un partito che faccia opposizione.
Ah sarebbe il PD????? Ma vaaaaaaaa!!!!!! Sempre lì a cercare di prendermi in giro!!!!
Ma figurati se un partito che invita alla sua festa nazionale Schifani è un partito di opposizione!!!! Non a caso ci sono stati i contestatori tra la folla a fischiare e lanciare fumogeni (atteggiamento quest’ultimo aberrante, come passare dalla ragione al torto).
Comunque sia, dicevamo che era il 9 settembre, e mi reco al caffè della mafia in via della corruzione con la mia magliettina addosso colorata che recita un semplice slogan: “SE MI RILASSO, COLLASSO!” e punto dritta alla mia piadina con la salsiccia in attesa del concerto della Bandabardò!
Approfitto anche dell’evento per darmi appuntamenti al buio con amici di facebook, quale migliore occasione di un concerto di pace amore per trasformare in reale un’amicizia finora solo virtuale?
Alle 22.00 Enriquez e la banda tutta inizia a ballare, cantare, saltellare, suonare e diffondere messaggi di speranza per un mondo più pulito, con meno stress e più farfalle, meno chiacchere alle spalle.
Tra una canzone e un valzer i sorrisi sui volti degli spettatori nascevano come fiori in primavera. Chi canta, chi balla, chi semplicemente si abbraccia.
Questo è il pubblico della Bandabardò. Sei tu moltiplicata 1000.
La sensazione a fine concerto è quella di amore mistico, dove ti sembra che daqvvero il mondo possa essere migliore, poi ti giri e vedi lo stand della Folletto e ti ricordi che è stato solo una parentesi (assolutemente ben riuscita) all’interno della festa di quel partito che vuol farci credere di fare opposizione senza fare dichiarazioni, senza andare alle urne, senza fare il minimo gesto.
E allora come recita la Banda il gesto lo faccio io, oggi non mi vesto e manifesto.

Altro giro altra corsa.
Sabato 12 Settembre. Palaisozaki (per chi non è torinese sarebbe la struttura dove si esibivano i pattinatori artistici alle olimpiadi), alla modica cifra di 12 eurini si può assistere al concerto di Francesco Guccini.
Potevo mancare?
Rimango subito piacevolmente stupita dal constatare quanta gente abbia investito come me i loro soldini per vedere il concerto di Francesco che certo mi aspettavo richiamasse molti più nostalgici, e invece… una moltitudine di ragazzi, giovani, meno giovani, anche anzianotti, ma anche giovanissimi!!!! Tra di loro ricordo un bimbo di 5 anni, nel panterre insieme a noi, che urla come un invasato F R A N C E S C O!!!! appena il Guccini nazionale sale sul palco, sbracciandosi in un saluto caloroso, come quello di un nipote al nonno.
Francesco sale sul palco, rimane stupito anche lui da quanta gente ci sia, il palazzetto è pienissimo, c’è gente fino in piccionaia. Inizia con fare disinvolto a fare qualche battuta su Bossi, Fini e Berlusconi, sembra quasi uno spettacolo di cabaret.
Sa tenere il palco benissimo, e non solo come cantante ma anche come intrattenitore.
Ogni canzone viene intervallata da un suo intervento e i suoi fedeli musicisti lo seguono in ogni sua evoluzione, con una maestria e un’energia che non immagineresti mai che l’età media su quel palco sia 75 anni.
Tra vecchi must e vecchissimi must il concerto si srotola per ben due ore e mezza.
Il pubblico, anche quello del Panterre dapprima ascolta seduto e cantando a squarciagola, poi con Eskimo si scatena, ci si alza e si va incontro al palco, per avvicinarci ancora dio più a Francesco e alla sua musica.
L’ultimo trittico lascia senza fiato: Eskimo, Cyrano e La Locomotiva.
Il pubblico è in delirio, neanche con i Guns and Roses le ragazzine piangono in questo modo!
Questo è il potere del Professore emiliano che ringrazia il suo pubblico e gli augura la buonanotte facendogli un brindisi con il suo bicchiere di vino.

Tornando a casa mi vengono in mente le parole di M. il proprietario del bed and breakfast dove alloggiavamo in Puglia: ” Tu non sei di sinistra, sei comunista!!!!!”

Ebbeni si.
Ho deciso di riprovarci.
Dopo vari e ripetuti incontri con i felini di amici e proprietari di bed and breakfast pugliesi ho preso la fatidica decisione di adottare un micino.
Per prendere dimestichezza con i quadrupedi indipendenti per carattere ho anche iniziato a fare volontariato per l’associazione Micetti Granata, dando da mangiare e risistemando le cuccie dei randagi che popolano l’antica sede del Torino Calcio di Via Filadelfia.
Da quando sono tornata dalle vacanze a poco a poco sto comprando tutto il necessario, cuccia morbida, palline colorate, lettiera e sabbietta profumata, ciotoline etc etc.
Praticamente mi manca solo più il micio!
Sono orientata per un cucciolotto di sesso maschile (è l’unico modo per poter iniziare una convivena con l’altro sesso alla veneranda età di 34 anni!) e l’altro giorno ho avuto come un’illuminazione divina sul suo nome: Tommaso.
Lunedì vado a vedere una cucciolata e vedremo se uno di quei micetti mi sceglierà. Si perchè sarà lui a scegliere me, non il contrario, di questo sono sicura.
Ho messo il cuore in pace e ho smesso di documentarmi su come fare per addomesticarlo ed educarlo, tanto oramai si sa, il gatto è l’unico animale che è riuscito ad adddomesticare l’uomo.
Solo qualche piccolo accorgimento per non fargli aprire il frigorifero a suo piacimento e per non fargli fare le feste al divano e poi tutto sembra pronto per la nuova avventura.
Sarà un micio fortunato, così come Morgan è stato un cane fortunato.
Gli animali regalano tanto amore, non possiamo non regalarne noi a loro a nostra volta.

Tag:

Passiamo gli ultimi giorni della nostra vacanza pugliese al My Life, un albergo rurale delle parti di Castellaneta Marina.
La simpatia dei gestori M. e E. ci colpisce subito e l’ambientazione in cui ci troviamo è piacevole e casalinga.
Il cane e i gattini sono liberi di scorazzare e socievoli, il sole brilla alto nel cielo e la musica che M. diffonde nel suo bed and breakfast è quanto mai azzeccata all’intero contesto.
Sotto loro invito decidiamo di passare la serata di San Lorenzo in loro compagnia.
E’ prevista una grigliata di carne e la ricerca delle stelle cadenti nel cielo di Agosto.
Noi siamo reduci da una calda giornata sulla spiaggia e facciamo appena in tempo a farci una doccia rigenerante e via, siamo nuovamente pronte alla chiacchera facile.
L’atmosfera si dimostra subito piacevole.
Ci presentiamo agli altri invitati e, tra una fettina di carne e una salsiccia, il vino rosso fresco inizia a scorrere a fiumi.
Un’atmosfera di rilassamento e simpatia si instaura subito nell’allegra tavolata di estranei che chiaccherano come amici di vecchia data.
Risate e battute si srotolano mentre M. arrostisce la carne.
Quando le pance sono piene si va a innaffiare il tutto con il Mojito casalingo assolutamente da competizione, uno dei più buoni che abbia mai bevuto. Sicuramente il contesto e la compagnia ne sono complici.
Ci spostiamo in giardino a guardare il cielo.
Conto almeno tre stelle prima di perdere il conto e badare solo più alla bella compagnia.
Questa è la vita che vorrei poter fare sempre: un bel posto, una bella compagnia e la spontaneità nello stare assieme.
My Life.


per ricevere via email ogni aggiornamento e i nuovi post.

Segui assieme ad altri 20 follower

agosto: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Categorie

Blog Stats

  • 20,366 hits